martedì 4 gennaio 2011

1939- voglio che tu sia la mia compagna

Piccola bambina mia,


forse hai ragione tu. Non sono che uno sciocco. Credo di non aver ancora imparato ad attingere la consolazione ed il conforto che mi occorrono , dal tesoro di dolcezza e bontà che racchiudi in te. La mia coscienza assolutista in tutto e per tutto, chiusa in se stessa, fedele ai principi di indifferenza assoluta, non ha potuto finora piegarsi neppure davanti a te, davanti a te come si è piegata la mia vita, il mio spirito, tutto il mio essere.

Ma l’orgoglio, questo orgoglio che non mi permette di abbassare la testa davanti a nessuno, che mi guida imperterrito anche nei più tristi periodi, è quello che mi da più tormento, perché ancora mi separa da te. Vorrei che non esistesse nessuno scampolo, ma che sussistesse una comunione più intima fra me e te.

Vorrei sfogarmi con te, versare sul tuo petto la piena delle mie ansie, dei miei tormenti. Pregusto già la gioia delle tue dolci parole di conforto, di incoraggiamento, di guida. Ma il mio orgoglio stesso, quando ti sto vicino, mi vieta di inchinarmi.

È stupido, forse è falso questo orgoglio, ma tu mi devi capire, se conoscessi tutto il mio passato, mi daresti ragione. Ma voglio smettere, voglio che tu sia la mia compagna, in tutto e per tutto, perché sono sicuro che mi vorrai più bene, che mi sarai d’aiuto, e mi saprai dare la forza per raggiungere la nostra felicità più completa. Voglio nel più breve tempo possibile rifarmi una nuova vita, una vita che si adatti al mio nuovo stato al quale mi devo assuefare, ma ti prometto che sarà una vita nella quale cercherò di procurarti tutte le soddisfazioni che te la dovranno rendere piena di gioia. Credo che non mi occorrerà molto tempo, e non mi importa ne mi spaventa la mole del lavoro che dovrò affrontare. Purchè tu mi voglia sempre bene come io te ne voglio.

Ti bacia tanto tanto



Linetto tuo

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