lunedì 14 marzo 2016

PRESI A CASO - FILM SULL'ECCIDIO DI VILLADOSE IL 257471945

21 furono le vittime, tra i 14 e i 70 anni, cadute sotto il fuoco tedesco durante il rastrellamento di Ceregnano e l’eccidio di Villadose del 25 aprile 1945. Rimangono oggi i luoghi della tragedia e le testimonianze di chi quella tragedia l’ha vissuta in prima persona. Una ricostruzione non facile, per l'esiguità della bibliografia esistente e la mancanza di un riconoscimento istituzionale a vittime che dovrebbero vivere nella riconoscenza della propria nazione. Su invito dell'Associazione culturale Voci per la Libertà, PRESI A CASO racconta la vicenda attraverso la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948) - legislazione successiva ai fatti - con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. L’eccidio allaccia anche il dialogo con i giovani di Villadose che hanno conosciuto la vicenda a scuola tramite una drammatizzazione teatrale nel 2002 ed una raccolta di testimonianze dei loro nonni 2005, frutto dell'impegno di insegnanti e del Comune di Villadose. Restano oggi pochi punti fermi: quel 25 aprile pioveva, 21 persone venivano uccise, 23 famiglie dovevano sopportare il dolore più grande, l’umanità si copriva di vergogna. Un eccidio senza motivo e senza diritto, per la presunta morte un tedesco, nella certezza di una rappresaglia che se nell’ovvietà non fu supportata moralmente, non lo fu neppure giuridicamente, come afferma nel documentario Domenico Gallo, magistrato e consigliere della Corte di Cassazione: il diritto di rivalsa non poteva allora - e non può oggi - toccare la vita della persona.

> PRODUZIONE >

Il film è sostenuto dai Comuni di Villadose e Ceregnano, CGIL Rovigo, ex amministratori PCI-PDS-DS del Comune di Villadose, Archivio di Stato di Rovigo, Amnesty International Italia.http://presiacaso.wordpress.com/

http://www.facebook.com/presiacaso/

giovedì 26 febbraio 2015

8 marzo RASSEGNA SULLA RESISTENZA: LA DONNA NELLA RESISTENZA DI LILIANA CAVANI

Domenica 8 MARZO Ore15
Rassegna sulla resistenza
La Donna nella Resistenza di Liliana Cavani - L’Agnese va a morire di Giuliano Montaldo - Staffette di Paola Sangiovanni - Le radici e le ali. Partigiani a Roma di Fabio Grimaldi e Rosa Pianeta - Le forze di difesa femminili curde nei territori occupati in Siria e in Iraq. Organizza: 
UDI, Casa Internazionale delle Donne, UISP

domenica 25 gennaio 2015

25 gennaio: Se questo è un uomo

25 gennaio
Fuori ancora il grande silenzio. Il numero dei corvi era molto aumentato, e tutti sapevamo perché. Solo a lunghi intervalli si risvegliava il dialogo dell'artiglieria. Tutti si dicevano a vicenda che i russi presto, subito, sarebbero arrivati; tutti lo proclamavano, tutti ne erano certi, ma nessuno riusciva a farsene serenamente capace. Perché nei Lager si perde l'abitudine di sperare, e anche la fiducia nella propria ragione. In Lager pensare è inutile, perché gli eventi si svolgono per lo più in modo imprevedibile; e dannoso, perché mantiene viva una sensibilità che è fonte di dolore, e che qualche provvida legge naturale ottunde quando le sofferenze passano un certo limite. Come della gioia, della paura, del dolore medesimo, così anche dell'attesa ci si stanca. Arrivati al 25 gennaio, rotti da otto giorni i rapporti con quel feroce mondo, che pure era un mondo, i più fra noi erano troppo esausti perfino per attendere. A sera, intorno alla stufa, ancora una volta Charles, Arthur ed io ci sentimmo ridiventare uomini. Potevamo parlare di tutto.

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